Iridologia News

L’Iridologia come strumento diagnostico

“Dagli sguardi si comprendono le verità che ci appartengono a cui non possiamo sottrarci.”

Vi è mai capitato di essere catturati da uno sguardo? O di perdervi negli occhi di qualcun’altro?

Avete mai guardato con profondità e curiosità i vostri occhi?

Spero che rispondiate si, ad almeno alle prime due domande.

Se invece le risposte sono tutte: No. Mi dispiace per voi, e vi consiglio caldamente di provare ad abbandonarvi un po’ di più, per poter assaporare la suggestiva emozione che vi può lasciare uno sguardo.

Per noi è scontato, ammirare ciò che ci circonda. Assaporando ogni piccolo dettaglio, ogni piccola sfumatura.

In realtà, per poter osservare e guardare i diversi colori che il mondo ci offre, la natura ha creato uno strumento estremamente complicato e articolato. L’occhio.

L’occhio è uno strumento indispensabile per poter interagire con tutto quello che ci circonda.

La sua parte esterna, ovvero la parte a noi visibile è formata: dalla sclera, la zona biancastra ricca di capillari che circonda l’iride, dall’iride ovvero la zona vicina alla pupilla pigmentata di diverse cromie e dalla pupilla che permette alla luce di riflettersi all’interno, trasmettendo i diversi “stimoli” al nervo ottico. Tutte queste zone sono molto delicate, e fortunatamente sono protette dalla cornea che le riveste.

Tra tutte le parti che ho elencato, ce né una più importante delle altre, che per anni è stata utilizzata come strumento diagnostico, incuriosendo un sacco di studiosi e ricercatori. L’iride.

L’iride, è in stretto collegamento con il sistema cerebro-spinale e con quello simpatico, così che qualsiasi alterazione che si verifichi nel nostro corpo, ne modifica la sua struttura sotto forma di segni o pigmenti particolari.

Il suo studio e la sua diagnosi si concentra principalmente nel riconoscere ed esaminare, i segni strutturali (patografie) e i pigmenti che si sono formati (patocromie) nell’area iridea, la morfologia pupillare e le diverse formazioni di vasi presenti nell’area sclerale. Così da offrire una diagnosi completa sullo stato di salute del corpo.

Dopo tanti anni di ricerca e studi si è potuto riconoscere come una parte così piccola potesse “raccontarci” lo stato di salute del nostro corpo.

Alcune di queste conoscenze sono state perse nel tempo, e altre, fortunatamente, sono state scritte e riportate fino ai nostri gironi. Conservandone la loro preziosità.

Pensate, un tempo un medico poteva identificare se una donna era incinta di un maschio o di una femmina, guardando semplicemente gli occhi. Oppure poteva sviluppare diagnosi di intossicazione o di possibili patologie ancora più complicate, con la sola analisi dell’iride.

Purtroppo al giorno d’oggi, l’attuale “Medicina” non ha più interesse ad approfondire questi studi.

Questo, fortunatamente, lo dobbiamo alla tecnologia che con il suo sviluppo ci ha portato ad avere strumenti sempre più articolati e precisi per formulare le diagnosi e per analizzare determinate patologie. Ma tutto ciò ha un prezzo.

La tecnologia è avanzata, e il rapporto tra paziente e medico è diminuito. Arrivando a diventare un rapporto asettico e distaccato.

Il paziente si ritrova ad essere rimpallato come una pallina da tennis tra i diversi specialisti del settore. Estremamente bravi nel loro campo magari, ma impossibilitati ad avere una visione totalitaria della persona.

Un tempo era diverso, il paziente veniva considerato nella sua totalità, e visto che non c’erano ecografi e non si aveva la possibilità di effettuare radiografie, si utilizzava l’iridologia.

Oggi questo tipo di approccio viene lasciato ai naturopati ai counselor o agli operatori olistici che con tecniche diverse, utilizzano le loro conoscenze per poter interagire sul corpo, rispettando la sua totalità.

Osservare gli occhi, esaminarli, era fin dall’ antichità, un metodo estremamente efficace per diagnosticare malattie e per prevenire l’insorgenza di determinate patologie.

Questa tecnica è stata utilizzata fin dall’inizio da coloro che si dedicavano alla ricerca e allo studio di cure efficaci per contrastare l’insorgenza di malattie.

I faraoni, per esempio, furono i primi a interessarsi allo studio degli occhi. Inizialmente per scopi religiosi poi solo successivamente per fini medici.

Con il progredire delle scoperte scientifiche e con il passare del tempo, gli occhi vennero esaminati e studiati con tecniche e metodi sempre più specifici.

Dall’epoca di Ippocrate (“Tali sono gli occhi, così il corpo”) fino ad arrivare all’iridologia contemporanea.

L’ iridologia è un metodo che determina, attraverso lo studio e l’osservazione dell’iride, lo stato di salute del nostro corpo.

L’iridologia, nella sua complessità, è un ottimo strumento diagnostico per comprendere quali possono essere le diverse intolleranze o disturbi alimentari e quali sono gli organi a cui dedicare particolare attenzione e cure, così da poter sviluppare una analisi personalizzata e consigliare eventuali percorsi naturopatici o tecniche preventive non convenzionali adeguate.

Mi piace utilizzarla come strumento diagnostico nelle consulenze, perché mi permette di offrire e sviluppare dei percorsi personalizzati, specifici e mirati.

È interessante comprendere cosa causa gonfiore, ritenzione, accumulo di grasso, perdita di capelli, gonfiore addominale, stitichezza o dolori reumatici, osservando solo l’iride.

È uno strumento fondamentale per esaminare l’origine dell’inestetismo o del problema, così da consigliare o correggere possibili stili di vita non idonei, se si desidera migliorare il proprio benessere fisico e psichico e la propria salute.

Inizialmente potrà sembrare strano e particolare, ma si tratta semplicemente di utilizzare una tecnica antica che è stata rivisitata nel tempo.

Paradossalmente gli acquedotti romani resistono ancora dopo tutto questo tempo., oggi invece non riusciamo a mantenere un ponte per 30 anni.

Direi che le strade di un tempo rimangono, dopo tutti questi, anni le migliori. Il mio è invito a seguirle, rendendole magari più contemporanee.

La pupilla dell’occhio ha la somiglianza del sole; ciò che sta intorno alla pupilla è simile alla luna; la parte esterna bianca assomiglia alle nubi. L’occhio è composto di fuoco e di acqua.

Ildegarda di Bingen

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